Automotoretrò

Mal d’Africa: ad Automotoretrò le leggende del rally. Le auto storiche valgono oltre 100 miliardi di euro

Dalle leggende della Parigi-Dakar alle granturismo iconiche. Automotoretrò 2026 (Fiere  di Parma 7 - 8 marzo) mette in scena rally raid, sportive storiche, musei, talk e cultura del collezionismo.

Il parco auto storico italiano vale 103,9 miliardi di euro, secondo il Centro Studi ACI. Un patrimonio che supera i 52 miliardi per le vetture con oltre 40 anni e che coinvolge ormai tutte le generazioni, dalle storiche alle youngtimer.

Ad Automotoretrò in anteprima gli equipaggi e le vetture del Panda Raid 2026, il rally in sei tappe nei deserti del Marocco.

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Parma, 2 marzo 2026 – C’è stato un tempo in cui la velocità significava attraversare il nulla. Sabbia, coordinate segnate a mano, meccaniche portate al limite per migliaia di chilometri. Era l’epoca in cui la Parigi-Dakar non era soltanto una gara, ma laboratorio estremo di tecnica e resistenza. Automotoretrò 2026 riporta in scena quell’immaginario con l’area “Mal d’Africa”, cuore pulsante dell’edizione in programma a Fiere di Parma il 7 e 8 marzo, con anteprima operatori il 6 marzo. Non si tratta di una semplice rievocazione. 

I mezzi esposti raccontano un momento preciso della storia dell’automobilismo, quando il rally raid era banco prova tecnico estremo e acceleratore di innovazione. Ogni serbatoio maggiorato, ogni telaio rinforzato, ogni scelta di assetto nasceva da una necessità concreta: arrivare al traguardo.

Se oggi quelle vetture sono entrate nell’immaginario collettivo è perché il motorismo storico non è più soltanto memoria sportiva, ma patrimonio economico e culturale. In Italia, secondo l’ultimo Rapporto disponibile sul settore – “Il Motorismo storico in Italia. 1° Rapporto sul mondo delle auto storiche” (Fondazione Filippo Caracciolo – Centro Studi ACI, 2023), il valore complessivo del parco circolante delle auto storiche è stimato in 103,9 miliardi di euro. Di questi, 8,4 miliardi riguardano vetture tra i 20 e i 29 anni, 43,4 miliardi quelle tra i 30 e i 39 anni, mentre 52,1 miliardi fanno riferimento alle auto con oltre 40 anni di età. Il valore medio di ciascuna automobile si attesta intorno ai 24.200 euro, ma sale a 31.400 euro per i modelli ultraquarantenni, a conferma di come l’anzianità storica rappresenti un fattore determinante nella costruzione del valore. Anche la distribuzione geografica racconta un fenomeno strutturato: il 57% del patrimonio appartiene a residenti nelle regioni del Nord Italia, il 27% nel Centro e il 16% nel Sud e nelle Isole.

Numeri che confermano come l’amore per le auto storiche sia in costante crescita, non più appannaggio quasi esclusivo di collezionisti di una certa età, ma capace di contagiare tutte le fasce generazionali, anche grazie al fenomeno delle youngtimer. Una passione che trova ad Automotoretrò una delle sue espressioni più complete, dove memoria, ricerca e cultura tecnica si incontrano.

RALLY – “MAL D’AFRICA”

Passione, cultura e tecnica che gli appassionati ritrovano nella sezione “Mal d’Africa”. In esposizione la replica della Renault 4 con cui i fratelli Claude e Bernard Marreau conclusero nel 1979 la prima edizione della Dakar al quinto posto assoluto e al secondo tra le auto, vincendo la massacrante tappa Agadez-Niamey di 920 chilometri. Un’auto nata come utilitaria che nel deserto diventa manifesto di affidabilità e strategia.

Accanto a lei la Porsche 911 in configurazione Dakar, replica ufficiale della vettura che nel 1984 conquistò la vittoria con Metge-Lemoyne e dominò le prove speciali con Ickx-Brasseur. Da quell’esperienza sarebbe poi nata la 959, segno tangibile di come il rally raid abbia inciso direttamente sull’evoluzione tecnologica della Casa di Stoccarda.

Il racconto prosegue con la Mitsubishi Pajero prototipo MPR 51, costruito in soli tre esemplari per la Granada-Dakar 1996: 300 CV da un quattro cilindri turbo di 2416 cm³, carrozzeria in kevlar, serbatoio da 420 litri. L’esemplare presente in fiera è l’unico ancora completo e funzionante. A fianco, il Pajero T2 ex ufficiale della Dakar-Cairo 2000, 6 cilindri 3.500 cm³ da 260 CV e serbatoio da 470 litri, vincitore della prima tappa Dakar-Tambacound con l’equipaggio Sousa-Luz.

Il settore moto restituisce l’anima originaria della competizione. La Yamaha XT 500 con cui Cyril Neveu vinse la prima edizione del 1979 segna l’inizio del mito. Con la Yamaha XT 550 Andrea Balestrieri nel 1983 divenne il primo italiano a concludere la Dakar, mentre la Yamaha XT 600 Ténéré lo portò nel 1984 nella top ten assoluta con un settimo posto storico. Spazio anche alla Gilera RC 600, protagonista nel 1990 con Roberto Mandelli, vincitore della durissima tappa Nema-Tidjikja di 738 km, e alla BMW R 100 GS, erede della R80 G/S che aprì la stagione delle bicilindriche tutto terreno imponendosi nei primi anni Ottanta con Auriol e Rahier.

A completare il quadro, i giganti della sabbia: il MAN 285 da 450 CV, impiegato anche da Paolo Barilla nella Dakar 2006, il Mercedes 6×6 da 14.000 cm³ lungo dieci metri, e il Mercedes Unimog da assistenza veloce, terzo di categoria nel 2002 con l’equipaggio Barilla-Marzotto. Non semplici mezzi di supporto, ma officine mobili capaci di determinare l’esito di una gara.

LE “GRANDI” SPORTIVE 

Dalla sabbia africana alle strade del boom economico europeo, Automotoretrò 2026 mette in scena le auto sportive che hanno definito il concetto stesso di desiderio su quattro ruote. Qui la velocità diventa stile, la meccanica si fa progetto e la carrozzeria linguaggio culturale.

Nel percorso ideale dedicato alle granturismo trova spazio la celebrazione dei 91 anni di Jaguar, raccontata attraverso cinque modelli che attraversano oltre settant’anni di evoluzione. Dalla SS Jaguar 3.5 del 1939, tra le prime a portare ufficialmente il nome del marchio, alla XK 120 3.4 del 1950, capace di sfiorare i 193 km/h e considerata tra le auto di serie più veloci del suo tempo.

Il vertice simbolico resta la E-Type 3.8 del 1962: cofano lunghissimo, proporzioni perfette, meccanica raffinata. Un’auto che ha superato i confini dell’automotive per diventare icona culturale del Novecento. A completare il racconto Jaguar, la XKR V8 del 1998 e la F-Type 3.0 V6, che riporta al centro la roadster pura in chiave contemporanea.

Accanto alla tradizione britannica, l’eleganza tedesca delle roadster Mercedes. La Mercedes-Benz 190 SL del 1959 rappresenta la sportività raffinata del dopoguerra: linea pulita, proporzioni armoniche e un’idea di lusso discreto. La Mercedes-Benz 280 SL del 1969, nota come “Pagoda”, sintetizza tecnica e design in una formula senza tempo.

Il capitolo Porsche si sviluppa lungo due epoche. Da un lato la Porsche 911 S 2.4 del 1973, interpretazione pura della 911 classica, compatta e precisa. Dall’altro la Porsche 718 Cayman GT4 RS nella versione Weissach del 2024, espressione estrema della sportività contemporanea, con soluzioni aerodinamiche e alleggerimenti derivati direttamente dall’esperienza in pista.

A caratterizzare l’edizione anche la mostra fotografica “Donne e motori? Gioie e basta”, nata per smontare gli stereotipi che da sempre accompagnano la presenza femminile nel mondo dell’automobile. Attraverso gli scatti eleganti e rispettosi di Camilla Albertini, realizzati tra le iconiche vetture del Museo Fratelli Cozzi, vengono ritratte donne che, con competenza e impegno professionale, contribuiscono a ribaltare narrazioni antiquate. In questa edizione, ogni protagonista ha scelto un uomo riconosciuto come alleato nel proprio percorso, a sottolineare come la parità di genere sia una responsabilità condivisa e non una battaglia individuale. La mostra si propone di sensibilizzare il pubblico sull’urgenza di un cambiamento culturale, promuovendo una parità reale che nasce dal dialogo tra donne e uomini.

I TALK

Nel cuore del padiglione, l’Area Talk Lounge accoglierà incontri, dibattiti e presentazioni dedicate alla cultura dei motori, offrendo uno spazio di confronto tra generazioni e professionalità diverse: piloti, progettisti, imprenditori, giornalisti e protagonisti della Motor Valley. L’Area Talk Lounge diventa così il luogo dove la memoria si trasforma in racconto contemporaneo, intrecciando storia industriale, cultura sportiva e visione imprenditoriale

Il programma si apre sabato 7 marzo con l’inaugurazione e la partenza della 100 km, seguita dal talk “Nuove e vecchie generazioni a confronto”, con la partecipazione di Noah Cooks, Giampaolo Dallara e Tonino Lamborghini, moderati da Pierluigi Bonora.

Tra gli appuntamenti della giornata anche “Panduma: il ritorno”, con Fabrizio Crubbo e Salvatore Morabito, e l’incontro dedicato a “Il marchio storico come patrimonio culturale”, a cura di SNOB Magazine. Spazio inoltre alla presentazione del volume “55 BARBA 5” su Alberto Zambelli Rain e alla presentazione della quarta edizione della mostra “Donne e Motori? Gioie e basta”, in collaborazione con il Museo Fratelli Cozzi.

Domenica 8 marzo l’attenzione si concentra sul tema “Mal d’Africa al Femminile: le Donne della Parigi-Dakar”, con Rebecca Busi, Carolina Tedeschi e Elena Giaveri e sulla premiazione della 100 km di Parma, il raduno d’auto d’epoca nelle terre di Giovannino Guareschi.  A seguire, il talk “Stanguellini: il Pioniere della Motor Valley”, con l’intervista a Sandro Grimaldi e Francesco Maurizi, per ripercorrere le radici di una delle storie industriali più significative dell’automobilismo italiano. Nel pomeriggio, l’asta di automobili d’epoca e da collezione organizzata da Finarte presenterà un catalogo di modelli rari e iconici, confermando la dimensione internazionale e il posizionamento di Automotoretrò nel circuito del collezionismo di alto livello.”

I GRANDI MUSEI DELL’AUTO E I RADUNI

A presidiare le radici del motorismo storico non mancheranno i grandi musei di settore, tra cui Museo Lamborghini, Stanguellini e Collezione E. Righini, custodi di un’eccellenza tutta italiana fatta di artigianalità, tecnologia e cultura del progetto. La manifestazione si anima anche con eventi che ampliano l’esperienza del pubblico. Tra piazzali e padiglioni si snoda il French Party Meeting, una celebrazione delle auto francesi senza steccati stilistici: dagli esemplari d’epoca ai bolidi elaborati nel segno del tuning. È l’occasione per vivere l’evoluzione della produzione transalpina, ammirare pezzi da collezione, sportive, daily car e edizioni speciali sotto un’unica bandiera di passione.

Nel cortile espositivo prende forma il Meeting Internazionale – Lancia Delta Integrale, un raduno dedicato ai possessori di una delle compatte più amate della storia motoristica. Qui le linee classiche e inconfondibili della Delta Integrale si confrontano con sguardi, storie e percorsi di guida, restituendo il mito di un modello che ha segnato un’epoca.

Automotoretrò guarda anche oltre i confini tradizionali del collezionismo su quattro ruote. In anteprima ufficiale viene presentata la Panda Raid 2026, progetto di Scuderia Omega a.s.d. che porta sotto i riflettori le iconiche FIAT Panda pronte a misurarsi nel celebre rally raid di sei tappe attraverso i deserti del Marocco. Una parentesi di avventura e umana determinazione che si integra perfettamente con lo spirito di scoperta della manifestazione.

Dal 7 all’8 marzo 2026, con anteprima operatori il 6 marzo, Automotoretrò si terrà in contemporanea con Mercanteinfiera, il Salone dedicato all’antiquariato, al design d’autore e al collezionismo vintage. Una sinergia che rafforza il ruolo di Parma come piattaforma europea del collezionismo e del luxury, dove patrimonio storico, cultura materiale e mercato si incontrano in un unico ecosistema.

Ufficio stampa & Informazioni

INFORMAZIONI GENERALI

Automotoretrò 2026 | 7-8 Marzo 2026
Giornata operatori 6 marzo 

Fiere di Parma, Viale delle Esposizioni 393a

Orari per il pubblico dalle 09:00 alle 19:00

Orari per gli espositori dalle 9:00 alle 19:00

Prezzi giornalieri per persona

  • Online €12 + d.p.
  • In cassa €15
  • Ragazzi fino a 12 anni gratuito
  • Disabile e accompagnatore gratuito

 

CONTATTI CON LA STAMPA

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Ufficio Stampa Automotoretrò

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