BBQ Exp – Butcher Show

Pasqua e Pasquetta, le dieci regole del pit master di Joe Bastianich per non rovinare il barbecue

Il pit master Giovanni Baratta, socio di Joe Bastianich, svela gli errori più comuni che trasformano la griglia in un disastro. 

Sarà tra i protagonisti di BBQ Expo dall’11 al 14 aprile a Fiere di Parma in contemporanea con Butcher Show.

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Parma, 1 aprile 2026 – A Pasqua e Pasquetta il barbecue esce dal garage, il sole torna e qualcuno pensa che basti accendere la brace. È spesso lì che cominciano i guai. Perché il barbecue vero, quello americano, non è improvvisazione da giardino: è una disciplina fatta di temperatura, pazienza e rispetto della carne.

Con le prime grigliate di stagione ormai alle porte, Giovanni Baratta, socio di Joe Bastianich e tra i protagonisti della nuova generazione di pit master italiani, presente a BBQ Expo (11-14 aprile a Fiere di Parma, in contemporanea con Butcher Show), mette in fila dieci errori che possono rovinare un barbecue prima ancora che inizi.

Classe 1992, nato il 4 luglio – giorno dell’Indipendenza americana – Baratta ha costruito il proprio percorso partendo dal gradino più basso della filiera: consegne in motorino, poi la sala, poi la cucina. Un apprendistato lungo e concreto che lo ha portato a contribuire alla diffusione del barbecue in Italia in una fase ancora pionieristica, girando il Paese tra eventi e manifestazioni dedicate.  

La svolta arriva nel 2021, quando Joe Bastianich entra nel locale romano dove Baratta lavora, assaggia e decide di coinvolgerlo in un nuovo progetto a Milano. Inizia come consulente ma, dopo pochi mesi di risultati concreti, entra nella società acquisendo il 10% delle quote. Oggi il gruppo conta sei locali e 67 dipendenti, segno di come il barbecue stia diventando anche in Italia un settore gastronomico strutturato.  

Per Baratta il barbecue non è una singola tecnica ma una vera geografia gastronomica. Dal maiale intero della South Carolina al brisket texano, ogni territorio americano ha una propria identità, i propri tempi di cottura e un equilibrio preciso tra carne, fumo e salsa. I suoi riferimenti vanno da Charleston ad Austin, fino alle nuove sperimentazioni europee tra Londra e Copenaghen, dove studia tecniche di affumicatura e maturazione delle carni.  

Negli ultimi anni questa cultura ha iniziato a strutturarsi anche in Italia: crescono allevamenti specializzati, nuove generazioni di macellai e un pubblico sempre più attento alle lunghe cotture e all’affumicatura.

Ed è proprio quando arrivano le prime giornate di sole e le tavolate di festa – Pasqua compresa – che queste regole diventano decisive. Perché nel barbecue la differenza tra un piatto memorabile e una grigliata epic-fail spesso si gioca su dettagli apparentemente minuscoli.

Per questo Giovanni Baratta ha messo in fila un piccolo manifesto tecnico: dieci errori che possono compromettere un barbecue prima ancora che inizi. Con un principio da non dimenticare: il barbecue non perdona la fretta.

Il decalogo: dieci errori da evitare nel barbecue

  1. Non far riposare la carne dopo la cottura

Il riposo è fondamentale per permettere al collagene di trasformarsi correttamente in gelatina e redistribuire i succhi all’interno della carne.

  1. Aprire continuamente il forno o lo smoker

“If you are looking, you are not cooking”: controllare troppo spesso altera temperatura e umidità.

  1. Non mantenere costanza termica durante lo stallo

La fase tra i 65° e i 75° C è cruciale: sbalzi di temperatura possono compromettere la cottura lenta.

  1. Sbagliare il verso di taglio della carne

Il taglio è un’arte: negli Stati Uniti la figura del “cutter” può essere pagata anche più del pit master.

  1. Usare legna con fumo sporco

Il fumo deve essere bianco e pulito. Se è grigio o nero significa che la combustione non è corretta.

  1. Applicare il glaze troppo presto

Mettere la glassa in anticipo può generare un gusto amaro e una superficie bruciata.

  1. Strizzare la carne per fare scena

Una pratica diffusa nei video social, ma devastante per la succosità reale della carne.

  1. Buttare i ritagli del trimming

Il barbecue nasce come cucina di recupero: i ritagli sono parte integrante della lavorazione.

  1. Sbagliare la materia prima

Per un brisket di livello serve carne con adeguato grasso intramuscolare: l’Angus resta uno standard di riferimento.

  1. Confondere il “fall off the bone” con la perfezione

Nella costina americana l’osso non deve sfilarsi completamente: la carne deve restare ancorata ma morbida.

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