Mercanteinfiera Primavera 2026

La colonna sonora del Novecento italiano, a Mercanteinfiera la mostra fotografica che racconta il Festival di Sanremo

Dai calamai come memoria della scrittura agli accessori della vittoria sportiva, dalla musica di Sanremo alla cultura pop televisiva di "Happy Days", Mercanteinfiera Primavera 2026 (Fiere di Parma 7-15 marzo) costruisce un viaggio pop nel secolo breve attraverso oggetti, immagini e immaginari condivisi.

 Ilaria Dazzi, Brand Manager: "Con Mercanteinfiera Primavera abbiamo voluto costruire un racconto del Novecento attraverso gli oggetti e il suo immaginario".

Galleria fotografica

Parma, 16 febbraio 2026 – C’è un momento, nella memoria collettiva, in cui una canzone ascoltata alla radio, un oggetto appoggiato su una scrivania, una vittoria sportiva celebrata in bianco e nero diventano molto più di ciò che sono stati. Diventano coordinate emotive, frammenti di un tempo condiviso. Sanremo, prima ancora di essere un festival, è questo: una sequenza di serate, di voci e di rituali domestici che hanno accompagnato generazioni intere, mescolandosi alla vita quotidiana, agli interni delle case, agli oggetti che le abitavano. È dentro questa trama di memorie, segni e immaginari che Mercanteinfiera Primavera 2026 costruisce il suo racconto: un atlante sentimentale del Novecento fatto di cose viste, toccate, vissute. Dal 7 al 15 marzo, a Fiere di Parma, l’antiquariato, il modernariato e il design d’autore diventano strumenti per rileggere il secolo breve come una sedimentazione di passioni e desideri che ancora oggi continuano a parlarci.

Cuore culturale dell’edizione Primavera 2026 è il programma delle mostre collaterali, che si configurano come un racconto plurale che attraversa la storia della televisione e dell’intrattenimento, il rapporto tra sport e simboli della vittoria, la scrittura come gesto materiale, la musica come memoria collettiva, fino all’immaginario meccanico legato al mondo dei motori.

 SANREMO: LA COLONNA SONORA DI UN PAESE

A dare forma a questa dimensione della musica come memoria collettiva è “Sanremo 76: la colonna sonora di un Paese”, una mostra curata da Ilaria Dazzi e Simona Palo, che restituisce il Festival non come semplice evento musicale, ma come dispositivo culturale capace di attraversare generazioni, linguaggi e sensibilità diverse. Attraverso fotografie iconiche e materiali d’archivio provenienti dall’Archivio Publifoto Intesa Sanpaolo e dell’Archivio Storico SIAE, Sanremo emerge come uno spazio in cui la canzone ha saputo farsi racconto condiviso, specchio dei cambiamenti sociali, delle trasformazioni del costume, delle emozioni collettive di un Paese che si riconosce, anno dopo anno, in una stessa ritualità.

Accanto alle fotografie, gli spartiti originali di brani che hanno segnato epoche e sensibilità diverse — da “Grazie dei fior” a “Non ho l’età”, da “Uomini Soli” a “Luce e Sincerità” — tracciano una mappa sonora che attraversa oltre settant’anni di storia. Ogni spartito non è solo una partitura musicale, ma una traccia materiale di un immaginario: racconta un tempo, un linguaggio, una tensione emotiva condivisa.

 LE ALTRE MOSTRE

Tra le esposizioni in programma, “Gli accessori della vittoria: premi, ornamenti e sport”, a cura di Mara Cappelletti, indaga il valore simbolico degli oggetti legati alla competizione sportiva. “Dentro Happy Days”, realizzata in collaborazione con Giuseppe Ganelli ed Emilio Targia, invita a entrare idealmente sul set della serie attraverso la più grande collezione di memorabilia del mondo: dai copioni di scena alla tuta da meccanico di Fonzie, dall’orologio dedicato al personaggio alle action figure dei protagonisti, un insieme di oggetti di culto che riaccende la memoria delle 255 puntate e mostra come la serie abbia attraversato generazioni diventando uno dei grandi miti pop del Novecento.

“A punta d’inchiostro: il calamaio nella collezione Mariani”, in collaborazione con Mario e Marco Mariani, riporta l’attenzione sulla scrittura come pratica quotidiana attraverso oltre settanta calamai selezionati da una collezione privata di oltre mille pezzi che attraversa secoli di storia della scrittura. 

La nuova edizione accoglie inoltre la presentazione del volume “Lucio c’è” di Marcello Balestra (Mondadori Electa), curata e moderata da Miriam De Nicolò, Fondatore e Direttore Responsabile di SNOB Magazine. Un incontro che restituisce Lucio Dalla attraverso la voce di chi lo ha vissuto in prima persona.

 Confermato anche nell’edizione Primavera il programma dei talk, in via di definizione, che si arricchisce della collaborazione con il Festival Internazionale GU.PHO (https://gupho.art/), che racconterà la fotografia anonima all’interno dell’Area Talk.

“Con Mercanteinfiera Primavera – afferma la Brand manager Ilaria Dazzi – abbiamo voluto costruire un racconto del Novecento attraverso gli oggetti e il suo immaginario. Le mostre collaterali non sono semplici approfondimenti tematici, ma capitoli di una narrazione più ampia che attraversa televisione, sport, musica, scrittura e design. Oggetti diversi, epoche diverse che, insieme, diventano chiavi di lettura di una memoria ritrovata e condivisa”.

Con circa 1.000 presenze espositive, migliaia di oggetti unici e un pubblico internazionale di collezionisti, appassionati e professionisti, Mercanteinfiera — appuntamento internazionale del collezionismo dall’antiquariato al modernariato al design d’autore — non è solo un salone, ma un archivio vivo. Dove il Novecento non si studia. Lo si ritrova.

Ufficio stampa & Informazioni

INFORMAZIONI GENERALI

Mercanteinfiera Primavera 2026 | 7 – 15 marzo

Giornate per operatori 5-6 Marzo 2026

Fiere di Parma, Viale delle Esposizioni 393a

Orari per il pubblico dalle 10:00 alle 19:00

Orari per gli espositori dalle 9:30 alle 19:30

Prezzi giornalieri per persona

  • Online €12 + d.p.
  • In cassa €16
  • Ragazzi fino a 12 anni gratuito (accompagnati da un adulto pagante)
  • Disabile e accompagnatore gratuito* (*Gratuito mostrando in cassa la Carta Europea della Disabilità) 

 

CONTATTI CON LA STAMPA

Maia PR & Comunicazione
Ufficio Stampa Mercanteinfiera
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