Mercanteinfiera Primavera 2026

Sanremo, Olimpiadi e Happy Days Mercanteinfiera racconta il Novecento pop in punta di calamaio

Dai calamai come memoria della scrittura agli accessori della vittoria sportiva, dalla musica di Sanremo alla cultura pop televisiva di “Happy Days”, fino al mito della velocità Mercanteinfiera Primavera 2026 (Fiere di Parma 7 - 15 marzo) costruisce un viaggio pop nel secolo breve attraverso oggetti, immagini e immaginari condivisi. 

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(Parma, 18 dicembre 2025) – Il secolo breve, il Novecento, a Mercanteinfiera si fa pop attraverso gli oggetti che ne hanno scandito l’immaginario collettivo. Dal Festival di Sanremo come colonna sonora di un Paese alla cultura pop televisiva di “Happy Days”, dagli accessori della vittoria sportiva e olimpica alla scrittura come gesto quotidiano e memoria materiale, fino al mito della velocità. Dal 7 al 15 marzo a Fiere di Parma, la manifestazione internazionale dedicata all’antiquariato, al modernariato e al design d’autore invita il pubblico a un viaggio nel Novecento fatto di memorie materiali e immaginari condivisi.

Cuore culturale dell’edizione Primavera 2026 è il programma delle mostre collaterali, che si configurano come un racconto plurale che attraversa la storia della televisione e dell’intrattenimento, il rapporto tra sport e simboli della vittoria, la scrittura come gesto materiale, la musica come memoria collettiva, fino all’immaginario meccanico e visionario legato al mondo dei motori.

Tra le esposizioni in programma, “Gli accessori della vittoria: premi, ornamenti e sport”, a cura di Mara Cappelletti, indaga il valore simbolico degli oggetti legati alla competizione sportiva, mettendo in relazione gesto atletico, riconoscimento e memoria.  “Dentro Happy Days”, realizzata in collaborazione con Giuseppe Ganelli ed Emilio Targia, accompagna il visitatore nel cuore di uno degli immaginari televisivi più iconici del Novecento. Mercanteinfiera invita a entrare idealmente sul set di “Happy Days” attraverso  la più grande collezione di memorabilia del mondo, che ricostruisce le fasi delle riprese e il lavoro quotidiano di attori e produzione, svelando un dietro le quinte finora poco conosciuto.

In mostra, una selezione di oggetti originali racconta come la serie sia diventata molto più di un prodotto televisivo, trasformandosi in stile di vita, linguaggio condiviso, mito pop. Ci sono i copioni di scena, i ciak, la tuta da meccanico di Fonzie, i giubbotti legati ai luoghi simbolo della narrazione, dall’Arnold’s bar alla Jefferson High, che hanno fatto da sfondo alle vicende di Richie e dei suoi amici. Spicca l’orologio da polso dedicato a Fonzie, oggetto-simbolo di un personaggio capace di incarnare ribellione, carisma e ironia, diventando un’icona generazionale. Accanto a questi, le action figure dei protagonisti — da Richie a Potsie, da Fonzie alla mitica famiglia Cunningham —, insieme a fumetti, materiali editoriali e fotografie, restituiscono la dimensione seriale e domestica di un racconto entrato nelle case di milioni di spettatori. 

Un insieme di oggetti di culto che riaccende la memoria delle 255 puntate di “Happy Days” e mostra come la serie abbia attraversato media diversi, sedimentandosi nella memoria collettiva come uno dei grandi miti pop del Novecento. Non solo una mostra, ma un vero viaggio nel tempo. Perché “Happy Days”, come ricordava il produttore Garry Marshall, è la ricreazione nel tempo della vita.

“A punta d’inchiostro: il calamaio nella collezione Mariani”, in collaborazione con Mario e Marco Mariani, riporta l’attenzione sulla scrittura come pratica fisica e quotidiana, attraverso oggetti che raccontano il tempo lungo della parola scritta. Sono oltre settanta i calamai esposti a Mercanteinfiera, selezionati dalla collezione privata di Osanda e Mario Mariani, un corpus di oltre mille pezzi unici che attraversa secoli di storia della scrittura. Oggetti nati per accompagnare il gesto quotidiano dello scrivere e diventati, nel tempo, depositari di memoria, forma e immaginario.

Tra i calamai in mostra compaiono raffinati esemplari francesi di fine Ottocento, come un calamaio in porcellana decorata dotato di sistema a pompa per il livellamento dell’inchiostro, con vaschette in ottone e base sagomata, oppure un calamaio in bronzo cesellato, impreziosito dalla figura di una fanciulla distesa e da motivi floreali incisi. Accanto a questi, calamai italiani in ceramica dipinta a mano restituiscono una dimensione più domestica e artigianale della scrittura. Non mancano oggetti in cui funzione e racconto si fondono, come un calamaio in ceramica a forma di soldato tamburino francese, risalente ai primi dell’Ottocento. Piccole invenzioni che testimoniano il legame profondo tra scrittura, immaginario e vita quotidiana.

Lo sguardo si amplia poi sulla storia recente del Paese con “Sanremo 76: la colonna sonora di un Paese”, una mostra costruita a partire dai materiali dell’Archivio Storico Intesa Sanpaolo e dell’Archivio Storico SIAE, che restituisce il Festival di Sanremo come uno dei grandi racconti collettivi dell’Italia repubblicana. Scatti iconici che attraversano settantasei edizioni e trasformano la musica in memoria visiva, il palco in specchio della società, la canzone in colonna sonora di un Paese. Un percorso che invita a rileggere Sanremo non solo come evento musicale, ma come fenomeno culturale capace di unire generazioni, territori e immaginari, dentro e fuori dai confini nazionali.

Accanto a queste, Mercanteinfiera Primavera 2026 ospita una mostra collaterale realizzata in comune con Automotoretrò: “Ali e acciaio: le leggende di metallo di Abramo Miglioli”, a cura di Cesare Ponchiroli. Una mostra in cui i protagonisti sono i modelli riprodotti in scala di autentici velivoli italiani della Seconda Guerra Mondiale: a costruirli un appassionato, Abramo Miglioli, titolare di una grande officina che produceva stampi a Sassuolo, che dedicò anni alla riproduzione di quei mezzi.Nella cornice di Automotoretrò, aperta questa edizione anche a nuovi mezzi storici e non solo ad auto e moto, trovano spazio anche gli aerei e il loro valore storico, destinato a cambiare la percezione del viaggio e la scoperta dei cieli.

La nuova edizione della manifestazione accoglie inoltre la presentazione del volumeLucio c’è” di Marcello Balestra (Mondadori Electa), curata e moderata da Miriam De Nicolò, Fondatore e Direttore Responsabile di SNOB Magazine, progetto editoriale di approfondimento culturale. Un incontro che si configura come percorso nella memoria e nell’eredità di un cantautore poeta, capace di attraversare generazioni lasciando una traccia indelebile nel panorama musicale italiano. Balestra, protagonista dell’industria musicale italiana, per tredici anni Direttore Artistico della Warner Music, e responsabile editoriale e legale dell’etichetta Dalla dal 1989, restituisce un Lucio Dalla che nessuno conosce: quello raccontato da chi lo ha vissuto in prima persona, spalla a spalla, condividendo un racconto che riaccende l’emozione di testi che continuano a parlare, oltre il tempo.

Confermato anche nell’edizione Primavera il programma dei talk, in via di definizione, che si arricchisce della collaborazione con il Festival Internazionale GU.PHO, (https://gupho.art/), che racconterà la fotografia anonima all’interno dell’Area Talk. Completa il programma culturale di Mercanteinfiera Primavera 2026 il panel di approfondimento curato e moderato da Miriam De Nicolò sul tema della rivalorizzazione del Made in Italy, secondo capitolo di un progetto già presentato con successo nell’edizione precedente della manifestazione. Un’indagine che si inserisce perfettamente nel racconto del Novecento italiano costruito dalla fiera: dagli oggetti alla cultura materiale, fino ai saperi e alle eccellenze che hanno reso il nostro Paese sinonimo di qualità, creatività e autenticità nel mondo. Il panel vedrà la partecipazione delle più importanti figure istituzionali e imprenditoriali legate alla tutela e alla promozione dell’eccellenza produttiva italiana, in un dialogo ad alto livello che intreccia economia, cultura e identità. Una riflessione necessaria, in un tempo in cui il Made in Italy si configura non solo come valore economico, ma come patrimonio immateriale da preservare e trasmettere.

“Con Mercanteinfiera Primavera – afferma la Brand manager Ilaria Dazzi – abbiamo voluto costruire un racconto del Novecento attraverso gli oggetti e il suo immaginario. Le mostre collaterali non sono semplici approfondimenti tematici, ma capitoli di una narrazione più ampia che attraversa televisione, sport, musica, scrittura e design. Oggetti diversi, epoche diverse che, insieme, diventano chiavi di lettura di una memoria ritrovata e condivisa”.

Con circa 1.000 presenze espositive, migliaia di oggetti unici e un pubblico internazionale di collezionisti, appassionati e professionisti, Mercanteinfiera appuntamento internazionale del collezionismo – dall’antiquariato, al modernariato al  design d’autore – non è solo un salone, ma un archivio vivo. Dove il Novecento non si studia. Lo si ritrova.

Ufficio stampa & Informazioni

Visitare la mostra “Art save the food”
La mostra in programma fino al 5 giugno 2022 si inserisce nel calendario di Cibus OFF, il Fuorisalone di Cibus che celebra la Food Valley.

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INFORMAZIONI
Apertura 3 maggio (su invito)
Apertura al pubblico dal 4 maggio fino al 5 giugno 2022
Location – Laboratorio Aperto del Complesso di San Paolo
Dove – Vicolo delle Asse 5 Parma
Orari – Mercoledì-giovedì-venerdì ore 16-19 Sabato e domenica ore 10-13 e 15-19
Ingresso libero

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CONTATTI CON LA STAMPA
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Ufficio stampa Fiere di Parma
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